domenica 23 febbraio 2014

Dust: An Elysian Tail

Dopo aver richiesto tre anni di sviluppo, la piccola perla dell’animatore Dean Dodrill sarà riuscita a soddisfare le aspettative?

Dust: An Elysian Tail: il gioco

Sviluppato dalla Humble Hearts e sotto contratto della Microsoft, Dust: An Elysian Tail è una mini-opera d’arte capace di coinvolgere chiunque sia in cerca di un viaggio semplice e divertente, che ha dalla sua animazioni perfettamente disegnate e musiche degne delle ambientazioni da cartone animato!

Dust: An Elysian Tail: trama + gameplay + comparto sonoro



Il protagonista del gioco… “My name is Dust.”… grazie mille per la presentazione, è un giovane, svegliato nel mezzo di una radura in stato di amnesia, che fa il primo incontro con una spada magica parlante (vi dirò… il primo pensiero che ho avuto è stato: “Se questo gioco si apre con Sly Cooper che discute amabilmente con la Frostmourne, ne vedremo delle belle!”), che gli dice di essere destinata a guidarlo in un viaggio misterioso, di cui capiremo sempre più aiutando il nostro peloso spadaccino a recuperare ricordi, seguita a ruota da un’adorabilissima custode volante di nome Fidget, determinata a seguirci finché non avrà recuperato l’arma. Parte così il nostro viaggio nella terra di Falana, in cui il tema principale sarà incentrato su di una questione velata ma onnipresente in ogni gioco che si rispetti: “Perché i cattivi sono cattivi?”.
Non dirò altro. I personaggi sono apprezzabilissimi, e i dialoghi sempre piacevoli (talvolta infrangono l’illusione scenica). Il finale e alcune questioni in sospeso lasciano brillare la speranza di una nuova storia da parte dello sviluippatore…

Gameplay:
Il gioco è molto vario in sé, per nemici, ambientazioni , e abilità del protagonista.
Fonde elementi Rpg , Hack and Slash e Puzzle con un piacevole stile a scorrimento attraverso  i paesaggi colorati  di Falana, ed evita il rischio della monotonia aggiungendo sempre nuovi elementi di gameplay durante il corso della storia, spingendo il giocatore a ri-esplorare in nuovi chiavi panorami già percorsi!
I controlli (disponibili per controller Xbox e tastiera) richiedono un po’ di confidenza, ma una volta interiorizzati il gioco scorre liscio, e per questo consiglio a chi volesse una sfida competitiva di provare a difficoltà maggiori. Le combo non sono molto numerose, e si da molto peso alle abilità magiche di Fidget;  tuttavia il livello di gioco presenta sempre elementi ambientali pronti a contribuire al combattimento se usati in maniera intelligente.
La storia principale richiede 10 ore circa alla difficoltà normale, e i tanti segreti aumentano ne in maniera impressionante la longevità!
Le componenti di gioco sono innumerevoli, fra cui:
- arene-sfida;
- quest secondarie;
- tesori;
- personalizzazione delle statistiche;
- possibilità di potenziare armi, armature e accessori;
- un sistema di commercio ben gestito;
- una rete di check points e teletrasporti;
- un particolare segreto che strapperà un sorriso ad ogni gamer appassionato, gli amici… personaggi nascosti rappresentanti dei più famosi giochi Indie/Arcade (memorabile la mia espressione nel vedere SuperMeatBoy uscire da una gabbietta sotto terra).
Non voglio dilungarmi oltre, il gioco parla da sé. Da giocare, assolutamente!

Comparto sonoro:
Le musiche, molto orientali, sono davvero spettacolari, e si fondono in maniera così leggera e armoniosia con il paesaggio, non meno suggestivo, da far quasi dimenticare il confine tra le due cose. Impossibile concludere il gioco senza audio…
Clicca l'immagine per la soundtrack

Le impressioni generali mi lasciano soddisfattissimo. I personaggi non molto approfonditi, ma buffi e carismatici, costruiscono una trama semplice giostrata su di un concetto fondamentale nel mondo del gaming, collocandosi in un paesaggio di sfondi stupendi e musiche dolci ed epiche quando giusto… il tutto gestito da un gameplay scorrevole e divertente, pronto ad evolversi e migliorare. Invito giocatori esperti e non a provare ad indossare le vesti di Dust, garantendo che sarà capace di condurvi in un’interattiva e mai scontata avventura teatrale!

Mi spiace ragazzi, non è stata rilasciata una demo del gioco.
Ecco dove comprarlo: LINK

trailer

Alla Prossima!
Luigi

mercoledì 19 febbraio 2014

DLC Quest

Eccoci ancora qui dopo 2 settimane di assenza, pronti a ripartire!

DLC Quest: il gioco

Gioco del 2011, apparso prima su Xbox360 e dal 2013 su Pc, dei canadesi Going Loud Studios, DLC Quest è un platform dalle meccaniche classiche e collaudate, che basa tutto il suo appeal sulla critica feroce nei confronti delle grandi case di produzione, e in particolare di un pratica di mercato molto utilizzata di recente, i DLC appunto (contenuti scaricabili a pagamento). Infatti, ogni elemento di questo gioco dovrà essere comprato; e non mi riferisco solo ad armi o livelli bonus, ma addirittura a cose come la colonna sonora e le animazioni del personaggio! Prima di cominciare, una piccola curiosità: grazie all'ottimo risultato di vendite di questo gioco, i sviluppatori hanno deciso di creare... un DLC! Ebbene si, la critica si è trasformata in utilizzo.

DLC Quest: trama + gameplay + comparto sonoro

a) Trama

la Trama di questo gioco è volutamente banale: spiegata in 5 secondi lordi, impersoneremo "L'Eroe" e dovremo andare alla ricerca della "Principessa" rapita dal "Cattivo" attraverso una manciata di livelli dal design pixelloso e scarno (uso le virgolette perché i nomi dei personaggi sono proprio questi). Ogni dialogo con i personaggi secondari è una chicca, pregno sia di umorismo e di critica nei confronti delle major dei videogames. Presenti anche tantissime citazioni e parodie di molti altri giochi. Finali alternativi e momenti nonsense, rendono la storia molto divertente da giocare e assicurano una discreta longevità.

b) Gameplay

Come detto il gioco è nella sostanza un platform classico, con livelli che si sviluppano sia in orizzontale che in verticale. Una componente che sicuramente da un tocco di pregio alle meccaniche è l'acquisto delle varie "componenti" del gioco: saremo costretti infatti a comprare delle "espansioni" che ci permetteranno di fare quelle azioni che normalmente riteniamo scontate, quali il saltare o la possibilità di andare a sinistra. In realtà queste micro-transazioni sono studiate in modo da permettere a noi giocatori di esplorare aree del gioco precedentemente impossibili da visitare ed alla fine in ogni livello troveremo sufficienti monete per comprare i DLC che ci permetteranno di avanzare nel successivo. In fin dei conti non è molto diverso dalle meccaniche "esplora e impara" di diversi giochi di avventura (ad esempio dei titoli della serie di Zelda). La durata del gioco si attesta sulle 2 ore, ma è assolutamente rigiocabile per completare sfide extra e vedere i finali alternativi.

c) Comparto sonoro

Musiche molto carine e simpatiche ci accompagneranno nel corso della nostra avventura, con uno stile che richiama molto i giochi in 16 bit, ispirate dalle colonne sonore di molte altre saghe videoludiche (Zelda e Super Mario in primis)
Cosa dire alla fine? DLC Quest, con molta ironia e leggerezza ci fa riflettere sul futuro dei videogiochi, proponendosi come esempio del'abuso della pratica dei contenuti a pagamento, ritenuto da molti giocatori il cancro di questa industria. Nonostante la sua natura critica, è comunque un gioco divertente e allegro. Consigliatissimo.

Mi spiace ragazzi ma non sono riuscito a trovare la Demo
Ecco dove comprarlo: LINK

Trailer:

Alla prossima!
Egidio

lunedì 3 febbraio 2014

Indie Collection 1

Dopo alcuni giorni di assenza causa esami eccomi di nuovo qui!

Indie Collection 1

Con questa piccola rubrica che inauguriamo oggi, parlerò di 3 giochi indipendenti presenti online che mi hanno incuriosito per uno dei tre aspetti che analizzo di solito (trama, gameplay o comparto sonoro), e che secondo la mia opinione meriterebbero di essere scoperti e apprezzati. Iniziamo

I giochi di oggi sono:
  • The Company of Myself
  • No-one has to Die
  • Socrates Jones: Pro Philosopher

The Company of Myself

Sviluppato da 2DArray, The Company of Myself è un rompicapo-platform molto stuzzicante, le cui meccaniche sono molto ispirate a quel filone di giochi basati sulla manipolazione temporale (specialmente Braid), ma nonostante ciò si presenta molto originale con enigmi ben congegnati, che richiederanno l'utilizzo di varie "copie" del personaggio per attraversare punti dei livelli altrimenti inaccessibili.
La storia è atipica e malinconica, con il nostro protagonista, presentatosi da solo come un eremita, che viaggerà attraverso i livelli del gioco riflettendo e chiedendosi il perché diserti la compagnia delle altre persone. L'ultimo livello può essere visto come metafora del gioco stesso, simboleggiando la vera esperienza di vita del nostro amico eremita, e facendoci capire chi sia lui in realtà. Musiche minimali ma apprezzabili. Finale molto triste.
FATTORE CURIOSITA': Non si tratta del solito rompicapo o platform trial and error, The Company of Myself, con la sua capacità di farci riflettere sul valore della solitudine, è da considerarsi come un piccolo gioiellino di game design e narrazione.

No-one has to Die

Creato da Stuart Madafiglio, game designer australiano, No-one has to Die può essere classificato come un gioco rompicapo, ma una volta provato si capisce che i livelli non sono altro che un modo geniale di far procedere un'avventura dai contorni enigmatici. Questo gioco è il classico esempio di come non servano grafica eccelsa o sceneggiatori pluripremiati per creare personaggi indimenticabili ed un'atmosfera coinvolgente e ritmata.
Nei panni di una persona sconosciuta che suo malgrado si trova coinvolta in un incendio scoppiato in una misteriosa azienda, dovremo presto operare delle scelte molto difficili: dovremo, infatti, scegliere chi sacrificare tra i personaggi che impareremo a conoscere nei vari livelli, fino a poterne salvare solo uno, che ci rivelerà una parte della vicenda alla base dell'incendio. Finali multipli ci aspettano, in questo gioco che si mostra in tutto il suo valore solo alla fine, in qui il gameplay, basato sul far muovere i personaggi su una scacchiera per raggiungere il livello successivo, assume decisamente consistenza e senso. Musiche molto accattivanti e che riescono a trasmettere la grande tensione che regna in tutto il gioco.
FATTORE CURIOSITA':  Gioco molto interessante, che fa della limitatezza delle meccaniche e del level design il suo punto di forza. La longevità non è elevata, ma riuscirà a tenervi incollati allo schermo per scoprire ogni piccolo dettaglio.

Socrates Jones: Pro Philosopher

Creato nel 2011 dall'americano Connor Fallon, Socrates Jones: Pro Philosopher è un gioco più unico che raro: si tratta infatti di un'avventura grafica interamente basata... sulla filosofia! Prima che tutti quanti voi decidiate di bollare questo gioco come noioso, vi assicuro che questo titolo riuscirà a regalarvi, una volta finiti tutti e 6 i livelli di cui il gioco si compone, una soddisfazione che raramente si può provare in un qualsiasi altro oggetto del moderno panorama videoludico. 
Nei panni di Socrates Jones, contabile Newyorkese che di filosofico non ha che il nome, e sua figlia Ari, studentessa di filosofia, ci ritroveremo ad affrontare alcuni dei più grandi filosofi della storia (Kant e Hobbes per citarne alcuni) per scoprire quale sia la natura della morale e, rispondendo a ciò, guadagnare la propria vita, persa in un incidente stradale che ha visto coinvolti i due protagonisti.
Una storia che descritta così può sembrare cupa, ma che in realtà regala molti momenti di divertimento e leggerezza, grazie anche alla simpatia che il nostro "filosofo per sbaglio" Socrates riuscirà ad esprimerci. Le meccaniche di gioco riprendono un vero e proprio duello filosofico, con la possibilità di porre domande e mettere in dubbio la veridicità di un affermazione del nostro avversario, per metterlo alle strette e smontare il suo ragionamento. Per tutti quelli come me che hanno fatto un liceo, l'emozione che si prova nel gridare in faccia a Kant "No sense! " (contraddizione), dopo aver scoperto le falle del suo pensiero, è assolutamente indescrivibile. Musiche carine ma non imperdibili.
FATTORE CURIOSITA': Questo gioco riesce nell'ardua impresa di rendere interessante e divertente la filosofia e con l'aggiunta di una trama interessante e piena di colpi di scena, personaggi ben caratterizzati e meccaniche originali, risulta non soltanto un esperimento ben riuscito, ma un bel titolo a tutti gli effetti.

Ed eccoci alla fine della prima Indie Collection!
Fatemi sapere se l'idea vi è piaciuta e alla prossima!

Egidio

venerdì 24 gennaio 2014

To The Moon

Dopo 2 giorni di assenza, eccoci qui!

To The Moon: il gioco

Creato l'11 novembre del 2011 da Freebird games, piccolo studio indipendente canadese, To The Moon è un avventura grafica toccante, profonda e con temi rarissimi da trovare in un videogioco, quali il nostro rapporto con la famiglia, la malattia di una persona cara e l'amore profondo verso qualcuno. Questo gioco è stato sviluppato completamente con RPG maker, un editor di videogiochi accessibile e gratuito (Link in fondo alla recensione), che gli dona un look retrò da gioco in 16-bit. Andiamo ad analizzarlo più nello specifico...

To The Moon: trama + gameplay + comparto sonoro

a) Trama

Perno centrale dell'esperienza di gioco, vivremo la storia attraverso gli occhi di due medici, la Dottoressa Eva Rosalene e il Dottor Neil Watts, che lavorano per una società che inserisce ricordi artificiali nella mente di un malato terminale per permettergli di esaudire un desiderio. Ed è così che inizia l'avventura, con i nostri medici che arrivano nella casa di una persona in fin di vita, Johnny Wyles, per esaudire il sogno della sua vita: andare sulla luna. Ma nonostante i vari tentativi di modifica dei ricordi, (con scene a volte esilaranti), nulla cambia nella mente di Johnny e il nostro compito è scoprire il perché.

La trama si articola su più livelli, sia dal punto di vista narrativo sia dell'azione vera e propria. Dovremmo infatti sia viaggiare indietro attraverso i ricordi di Johnny, sia essere veloci per evitare che muoia nel mondo reale. Storia immersiva, avremo più volte la sensazione di guardare un film, e non riusciremo a non emozionarci in alcuni momenti. Non voglio dirvi di più sulla storia, altrimenti sarebbe un torto nei vostri confronti. Un solo consiglio: giocatelo!

b) Gameplay

Il gameplay di questo gioco, a dirla tutta, non è altro che un vizio di forma: avremo cioè il compito di trovare degli oggetti durante il nostro viaggio nei ricordi di Johnny, ma le uniche parti dello scenario con qui potremo interagire saranno proprio questi oggetti; la componente esplorativa è molto limitata, essendo gli scenari perlopiù piccoli e lineari. Anche l'inventario ha un uso fittizio: infatti conterrà solamente le descrizioni degli oggetti, ed i nostri protagonisti sapranno esattamente quando usarli e come.

c) Comparto sonoro

La colonna sonora di questo gioco è semplicemente sbalorditiva. Musiche d'effetto che ci faranno vivere le emozioni che stanno provando i personaggi a schermo. Menzione d'onore per la canzone To River, che con le sue sole due note, emoziona come non mai. Giocare a questo gioco senza la musica, non è perdersi parte dell'esperienza, ma commettere un vero e proprio omicidio nei confronti dell'arte.

Cosa dire alla fine? To The Moon prende il concetto di videogioco e lo porta al confine con il cinema, in cui la parte narrativa è preponderante alle meccaniche vere e proprie. Può essere considerato allora un vero e proprio videogioco? Secondo l'autore si: "[...] la filosofia del design era semplice: creare un "gioco" che porta il giocatore attraverso una storia sotto forma di spettacolo interattivo coinvolgente". E con queste parole non si può che essere d'accordo. To The Moon è interattivo, perché ci fa pensare e ci fa confrontare con le nostre emozioni umane. Ci fa cresce e cambia il nostro modo di vedere le cose.
Assolutamente imperdibile.

Demo del gioco: LINK
Ecco dove comprarlo: LINK
RPG maker: LINK
trailer:
Alla prossima!

Egidio

lunedì 20 gennaio 2014

Braid

Eccoci ancora qui!

Braid: il gioco

Creato da Jonathan Blow nel 2009, Braid è un gioco rompicapo-platform vincitore di numerosi premi in varie categorie. Alla base della sua fama, troviamo due elementi caratteristici: la trama toccante raccontata con uno stile unico nel suo genere, sulla falsariga dei novellisti del XX secolo e la dinamica di gioco, basata sul "riavvolgimento temporale", caratteristica che permetterà non solo di correggere i propri sbagli, ma che verrà usata anche per risolvere gli enigmi più svariati...

Braid: la trama + gameplay + comparto sonoro

a) Trama

"Tim è alla ricerca della principessa, perché un mostro orribile l'ha rapita. Tim e la principessa si sono divisi, anni fa, perché lui aveva commesso un errore." Questo, in sostanza, il prologo dell'avventura che ci metterà nei panni del protagonista, Tim , alla disperata ricerca della sua principessa, attraverso mondi onirici creati da i suoi ricordi, perché ormai è solo lì che la principessa può trovarsi, luoghi dove i nostri gesti, i nostri tentativi ci daranno sì esperienza, ma non ci puniranno per aver sbagliato; Attraverso questo viaggio riusciremo a capire chi siano realmente il protagonista e la sua amata, con un finale che potrebbe da solo insegnare cosa voglia dire "colpo di scena" in una scuola per registi.

b) Gameplay

Dal punto di vista delle meccaniche, Braid ci metterà alla prova con enigmi brillanti basati sul "riavvolgimento" del tempo, ovvero sulla possibilità di ripetere, invertendo il corso del tempo, qualsiasi azione, sia questa avvenuta pochi secondi prima o addirittura all'inizio del livello. Scopo del gioco sarà raccogliere pezzi di puzzle sparsi nei livelli per formare dei quadri che ci diranno di più sulla vita di Tim. I 6 livelli sono curati nel più piccolo dettaglio, con sfondi e paesaggi  che potrebbero essere esposti in gallerie d'arte. La longevità si attesta sulle 5 ore, principalmente dovute alla difficoltà di alcune sezioni del gioco più che alla quantità di enigmi presenti. Una particolarità unica di questo gioco è l'impossibilità di morire: se verremo colpiti da un nemico o da un oggetto appuntito, il gioco ci inviterà a premere il tasto del riavvolgimento, così da permetterci di evitare la nostra fine.

c) Comparto sonoro

La colonna sonora del gioco è stata realizzata usando melodie per violini e violoncelli che hanno la particolarità di essere molto orecchiabili anche riprodotte al contrario, durante il riavvolgimento del tempo. Incalzanti e d'atmosfera, ci accompagneranno nella nostra avventura. Come altre volte, L'audio è parte integrante del gioco, quindi tenetelo acceso.

 Cosa dire alla fine? Braid non è un videogioco, ma arte visiva vera e propria, capace di suscitare emozioni contrastanti, rimanendo impresso nei ricordi di ogni singolo videogiocatore. Giocare a Braid, equivale a interrogarsi, e scoprire parti di noi che non ci aspettiamo, e finire questo gioco dovrebbe essere prima di tutto un dovere, ancor prima dell' essere un esperienza indimenticabile. Consigliatissimo.

Demo del gioco: LINK
Ecco dove comprarlo: LINK

trailer

Alla prossima!
Egidio

domenica 19 gennaio 2014

Thomas Was Alone

Nuovo giorno, nuovo gioco!

Thomas Was Alone: il gioco

Creato inizialmente come gioco gratis online nel 2010 da Mike Bithell, Thomas Was Alone, è un platform minimalista, che basa le sue meccaniche sulla collaborazione e l'aiuto reciproco dei protagonisti; protagonisti molto "speciali" dato che non saranno altro che... Rettangoli! Ebbene si, in questo gioco controlleremo dei rettangolini di ogni forma e lunghezza, ognuno con la propria caratteristica che lo renderà unico e speciale. Perché nonostante siano delle figure geometriche, sono forse i più carismatici e ben caratterizzati personaggi con cui abbia mai avuto a che fare in questi ultimi anni videoludici. Ma procediamo con ordine...

Thomas Was Alone: la trama + gameplay + comparto sonoro

a) Trama

"Thomas era solo. Wow. Che strano come primo pensiero da avere." Con questa frase inizia il viaggio di Thomas, intelligenza artificiale creata da un programma mal funzionante, che si interroga su se stesso e cerca di capire il perché esista. Nel suo peregrinare tra i livelli del gioco, incontrerà molte altre intelligenze artificiali, e scoprirà il valore dell'amicizia e della collaborazione. Tutti i protagonisti, come abbiamo detto, sono figure geometriche mute, eppure grazie alla voce del narratore acquisiscono una personalità, provano sentimenti, e soprattutto diventano indimenticabili, con l'ultimo capitolo che rimane impresso nella mente in quanto a drammaticità e ritmo. Thomas alla fine, non sarà più solo.

 b) Gameplay

Thomas Was Alone è un platform non molto impegnativo, (non come VVVVVV, cliccate per vedere cosa ne penso), ma che richiede solo un po' di pazienza per  trovare il modo corretto di far arrivare tutti i personaggi alla fine del livello. L'accento è posto sulla collaborazione e sull'uso combinato delle caratteristiche dei protagonisti (salto molto alto, possibilità di far rimbalzare gli altri su di se, saper galleggiare in acqua ecc.). Lo scenario ed il level design sono per scelta molto poveri, ma ciò riesce a dare un'estetica minimalista e sognante. I controlli sono buoni, anche se spesso non aiutano nelle fasi più concitate. Il bello di questo gioco è che la soddisfazione che avrete alla fine del livello non sarà data dall'essere riusciti a finirlo, ma dal poter progredire nella storia

c) Comparto sonoro:

Altro punto forte di questo gioco: musiche oniriche che riusciranno a commuovervi per la loro semplice bellezza. Ottima la voce del narratore Danny Wallace, che riesce a trasmettere tutto l'entusiasmo della scoperta e della progressione dei personaggi. Ancora, come per VVVVVV, giocare senza audio equivale a rinunciare a parte del gioco.
Cosa dire alla fine? Thomas Was Alone merita, merita tantissimo. E' la dimostrazione che non servono maestri dell'animazione per rendere indimenticabili dei personaggi o per appassionarci alla loro storia, ma solo tanta cura e passione per quello che si fa.

Versione del gioco del 2010 (senza le musiche e la voce del Narratore): LINK
Ecco devo comprarlo: LINK

trailer

Alla prossima!
Egidio

sabato 18 gennaio 2014

VVVVVV

Ed Eccoci qui! Primo gioco indie che andremo a scoprire insieme!

VVVVVV: il gioco

Gioco sviluppato e prodotto da Terry Cavanagh, molto famoso per i suoi giochi free su Kongregate, VVVVVV si presenta come un classico platform con grafica in stile 8-bit, in cui controlleremo Viridian, il capitano di una navicella spaziale, che dovrà salvare il suo equipaggio dopo un misterioso incidente. C'è solo un piccolo problema: al contrario di quello che si potrebbe pensare di un gioco platform, in VVVVVV non c'è alcun modo di saltare, ma si può "solo" invertire la gravità del livello. Perplessi? Non c'è bisogno! Solo dopo un paio di livelli si prende subito confidenza con questa caratteristica, ed il resto è solo sfida! Perché si, questo gioco non è proprio per i casual gamer...

VVVVVV: la trama + gameplay + comparto sonoro

a) Trama

Come abbiamo detto, Controlleremo il Capitano Viridian che insieme al suo equipaggio abbandona la nave usando un teletrasporto in seguito ad un incidente misterioso, scoprendo solo dopo che tutti i nostri compagni sono stati spediti casualmente su una stazione spaziale abbandonata, e a noi il compito di salvarli!
Una curiosità: il gioco prende il nome dalle iniziali dei 6 protagonisti (noi più i 5 colleghi che salveremo).

b) Gameplay

Nessuna limitazione sull'esplorazione. Nessun power up. Solo noi e la sfida, un mondo aperto (anche se non particolarmente vasto) pieno di segreti e tocchi di classe, sono i motivi che rendono questo gioco apprezzabile a tutti i fan dei giochi platform classici, ma che lo rendono ostico soprattutto ai più giovani videogamer, dato che non ci saranno aiuti o indicazioni di nessun genere. Certo il sistema di checkpoint, molto ben congegnato, eviterà il senso di frustrazione che potrebbe scaturire dal ritentare il livello diverse volte, e vi assicuro che anche procedere solo di uno schema sarà molto importante. La durata del gioco è variabile, dipende ovviamente dalla nostra abilità, ma non dovrebbero volerci più di tre ore per arrivare all'ultimo livello. Se invece pretendete di raccogliere anche tutti e 20 i collezionabili, bhè le ore inizieranno a crescere esponenzialmente...

c) Comparto sonoro

Una menzione d'onore merita il comparto audio, con musiche elettroniche ispirate ai classici degli anni 80, che daranno progressione e ritmo a tutto il gioco, con ogni area della mappa che presenta un proprio tema musicale. Giocare a VVVVVV senza volume significa perdersi metà dell'esperienza di gioco.

Cosa dire alla fine? VVVVVV è un gioco che merita assolutamente di essere giocato per la sua struttura originale e per le musiche affascinanti. Vi consiglio di giocarlo per sottoporvi anche ad una sfida, e per abbandonare per un pomeriggio tutti i nostri soliti giochi e cimentarvi in questo gioiellino di game design.

Demo del gioco: LINK
Ecco dove comprarlo: LINK

trailer:

Alla Prossima!

Egidio